La NOTTE DELLA CULTURA a Messina ….
Lo scorso 13 FEBBRAIO vi sono state varie iniziative che hanno coinvolto diversi operatori culturali messinesi
Sono state aperte la Cripta della Chiesa del Duomo (ubicata in P.zza Duomo) a cura del FAI e del Conservatorio Corelli, dalle ore 20,30 alle ore 01,00 e concerto di musica classica in Cattedrale ; e l’apertura alle 20,30 della Chiesa Del Ringo storicamente chiamata Gesù e Maria del Buon Viaggio ( sita in Viale della Libertà) e visita guidata delle due Cripte celate sotto il pavimento della Chiesa .
Nella Cripta principale mantenuta nel suo aspetto originario venivano seppelliti defunti fino al 1877 ,dodici sono le nicchie oggi visibili ma probabilmente ne esistevano di più; la seconda cripta diventerà presto un piccolo museo per i tesori della chiesa del Ringo oggi ospita un poliotto d’altare del 1866 raffigurante la Madonna del Buon viaggio , un tronetto ligneo della metà dell’800 di provenienza asburgica e alcuni quadri del 700 oltre ad un piccolo crocifisso del 700, perfettamente recuperato.
Dentro la chiesa vi è un dipinto di Simone Comandè, della seconda metà del 600 raffigurante anch’esso la Madonna sul porto di Messina , il Trionfo della Croce della scuola del Camarda sulla pala d’altare. per l’occasione è stato anche organizzato un concerto di musica classica ; mmusica e mostre alla Chiesa Del Carmine (in Viale San Martino n.214) al Monastero di Montervergine (via XXIV Maggio) e al Santuario di Cristo Re (viale Principe Umberto) ,
spazio all’arte e alle testimonianze storiche nel tempio di S.Giovanni di Malta (Via San Giovanni di Malta, 2 ) con approfondimenti su Carlo V ,Lepanto e Don Giovanni d’Austria ;la Chiesa di S. Maria Alemanna da anni sconsacrata e sede di esposizioni fotografiche e concerti per l’evento è stata utilizzata per il concerto di musica classica di diverse associazioni musicali messinesi.
E’ stata organizzata la visita guidata al Forte San Salvatore (situato sull’estremità della Penisola di S. Ranieri zona Falcata di Messina) a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e della Marina Militare ,l’importante monumento è una complessa struttura difensiva cinquecentesca ,
al MONTE DI PIETA’ (Via XXIV Maggio)inaugurazione mostra fotografica “Il vangelo secondo Pasolini”, un evento dal valore internazionale che raccoglie gli scatti che nel 1964 un giovane collaboratore dell’Unità Domenico Notarangelo , ebbe il permesso di fare sul set del film che Pier Paolo Pasolini si apprestava a girare a Matera .
La mostra sarà visibile sino a domenica 28 febbraio

Nella Chiesa di Santa Maria Dello Spirito Santo ,(P.zza Spirito Santo) visite guidate dalle ore 20,00 alle 22,00 al Chiostro Vecchio Monastero ,camerella bizantina,Mostra e proiezioni .
E’ stata inaugurata l’esposizione dell’opera “ VUCCIRIA” di Renato Guttuso al Teatro Vittorio Emanuele , concessa dall’Università di Palermo , accompagnata dalle letture di attori messinesi .
La “vucciria” , non è solo un mercato, un luogo dove comprare tutti i generi alimentari o gli ingredienti per preparare una pietanza ma una metafora dell’anima siciliana , essa stessa misteriosa pietanza fatta da arabi,svevi ,angioini,aragonesi e spagnoli.
Il quadro fa immaginare le urla e cantilene , una vociante confusione che il dialetto definisce Vucciria ,
e per una sera,sembra essere uscita dal quadro per diventare la protagonista della notte culturale messinese diffondendosi in città tra i vari e numerosi appuntamenti eventi
Il dipinto “Vucciria ” si potrà vedere fino alla fine del mese di Febbraio e anche inizio di marzo al teatro
Nella “Notte della Cultura” non sono mancate le iniziative organizzate anche nelle librerie aperte tutta la notte…
La Libreria Ciofalo (P.zza Municipio 35) ha proposto la provocazione critica “ La Vucciria tra Guttuso e Camilleri “, la Libreria Bonanziga (Via Dei Mille 110) ha organizzato l’iniziativa “ Prendere le mosse..Incipit della cultura ,cultura dell’incipit” e il Circolo Pickwik (Via ghibellina) il primo Caffè letterario della città ha organizzato la collettiva d’arte “Spazio Futuro” e si è tenuto un concerto in teleconferenza con una musicista messinese dall’Università di Berklee –Stati Uniti , Libreria Mondadori (Viale San Martino 15)
E la Biblioteca Regionale ( via I settembre) è stata organizzata la Mostra documentata “Guttuso e la città dello Stretto”

QUALCHE CENNO sull’antica CHIESA DEL RINGO ..
La chiesa che in realtà si chiama Gesù e Maria del Buonviaggio sorge nel borgo del Ringo, prospiciente al mare.
La zona rappresenta l’estremo limite settentrionale della Messina storica fin dalla fine del XVI secolo.
Il villaggio, che era abitato per lo più da pescatori, deve probabilmente il suo nome al fatto che vi si radunavano i cavalieri che si allenavano per i tornei che si svolgevano poi nella contrada Giostra. Quartiere a forte tradizione marinara, nel 1598 vi fu costruita la chiesa del Ringo in cui i naviganti si recavano per chiedere la protezione per un buon viaggio; nelle vicinanze sorgeva la chiesa di Portosalvo dove ci si recava al ritorno.
La chiesa del Ringo, che fu rinnovata dopo il terremoto del 1783, presenta una facciata piccola ma piuttosto decorata con il bel portale, i capitelli corinzi sopra le paraste e le due nicchie ai lati dell’ingresso al cui interno vi sono le statue di Gesù e della Madonna. Entrambe le statue poggiano su mensoloni sorretti da due teste di puttini alati e presentano ciascuna una mano forata, quasi certamente per tenere delle lampade ad olio che servivano come punto di riferimento ai marinai. L’interno è composto da un’unica navata con un grande altare settecentesco e due più piccoli ai lati; l’interno è decorato, secondo il gusto settecentesco, da stucchi. Ai lati dell’altare maggiore si trovano, appesi in alto, due armadi contenenti reliquari.
Lungo l’unica navata si possono ammirare un quadro di Gesù e Maria ai lati della croce di un anonimo del ‘600, una tela secentesca della Madonna del Buonviaggio attribuito a G. Comandè con una veduta di Messina dal mare, un S. Antonio da Padova assegnato anch’esso al Comandè e una Madonna del Rosario di un anonimo del ‘700.

Qualche informazione sulla CHIESA DEL CARMINE…..
La chiesa del Carmine o “Santuario della Madonna del Carmelo”, è un edificio di culto di Messina, del 1931. Sostituisce la chiesa omonima, collocata presso il Duomo, distrutta nel terremoto del 1908. Si trova in via A. Martino e richiama lo stile settecentesco tipico della Messina antecedente alle distruzioni del terremoto. La chiesa, realizzata da Lorenzo Interdonato su progetto dell’architetto Cesare Bazzani, fu inaugurata il 15 luglio del 1931. L’interno, a forma di croce greca con cappelle laterali, è ornato di marmi policromi e da colonne in marmo rosa sormontate da capitelli intarsiati. La cupola della chiesa, a pianta ottagonale, ha su ogni facciata una finestra circolare ed è sormontata da una lanterna quadrangolare.

…. E SUL SANTUARIO di CRISTO RE…….
Il Sacrario di Cristo Re è situato sulla circonvallazione della città e si eleva su un’ altura che è, panoramicamente, una delle più belle della città.
Ove si trova il Sacrario di Cristo Re, a circa 60 metri s.l.m. sorgeva un tempo il castello di Matagrifone o Rocca Guelfonia. La fondazione di questa struttura difensiva affonda quasi certamente nelle origini della città. La sua posizione su una collina dominante, così vicino al centro storico, ne hanno fatto sempre un punto privilegiato per il controllo della città e del porto.
Sulla torre ottagonale del vecchio castello, nell’agosto 1935 è stata collocata una campana di 130 quintali, fusa con il bronzo dei cannoni sottratti ai nemici durante la Prima guerra mondiale.

Il Tempio è sormontato da una cupola segnata da otto costoloni alla base dei quali, sulla cornice, sono collocate altrettante statue in bronzo che raffigurano le virtù della Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza , Temperanza e quella della Religione, che le comprende tutte.

Sopra la cupola si erge un lanternino alto sei metri con in cima una sfera di un metro di diametro sulla quale s’innalza una croce.

All’interno, al centro della cripta, è collocato un sarcofago in marmo sul quale giace la figura di un soldato, opera del Bonfiglio.

Nelle pareti sono ricavati un migliaio di loculi contenenti le salme dei caduti in guerra.

……. E sul FORTE SAN SALVATORE
Forte S. Salvatore sorge sull’estrema punta della falce. La zona, frequentata sin da tempi molto remoti come attestano i ritrovamenti di ceramiche greche databili all’VIII secolo a.C., occupa un’area strategica di grande rilevanza e di suggestivo impatto visivo. Falce, in greco Zankle, fu il più antico nome di Messina e questo insieme ai ritrovamenti della zona falcata (probabile area sacra), chiarisce che questa parte della penisola fu frequentata fin dalla fondazione della città. Il forte deve il suo nome alla preesistenza del monastero del SS. Salvatore, convento basiliano la cui fondazione si attribuisce al Conte Ruggero nel 1086 che su quel luogo aveva trovato suoi partigiani uccisi. Il monastero attirò ben presto diversi monaci dediti allo studio e alla compilazione di testi sacri, classici e musicali (preziosi codici musicali greco-bizantini sono custoditi presso la Biblioteca Regionale di Messina). Nel 1385 vi fu ospitato Papa Urbano VI; si ha notizia di una chiesa annessa che sarebbe stata decorata con ricchi mosaici (tra i primi in Sicilia). Nella parte più estrema sorgeva la Torre di S. Anna che ebbe una gran parte durante l’assedio della città da parte degli Angioini nella guerra del Vespro (1282). In questi anni una grossa catena chiudeva il porto collegando la torre alle mura cittadine; in seguito, nel 1392 fu venduta per far fronte a una carestia. Con la costruzione del forte nel 1546, la torre viene inglobata nella nuova struttura progettata da Antonio Ferramolino da Bergamo; si procedette all’eliminazione degli edifici medievali e allo sgombero dei monaci che fondarono il nuovo monastero del SS. Salvatore nell’area oggi occupata dal Museo Regionale; la chiesa, inizialmente risparmiata fu in gran parte distrutta dallo scoppio della polveriera nel 1549, e in seguito gradualmente abbandonata (unica testimonianza un fonte battesimale dell’XI secolo, oggi al Museo).
La costruzione del forte S. Salvatore fu il primo passo per la fortificazione di tutta la zona falcata, determinandone un uso esclusivamente militare che ancora oggi vieta uno dei più bei luoghi di Messina ai suoi cittadini. Nel 1674, durante la rivoluzione antispagnola il forte fu espugnato dai Messinesi che lo tennero per quattro anni.
Il terremoto del 1783 provocò diversi danni ben presto riparati.
Passato il pericolo di attacchi dal mare la fortezza fu usata soprattutto contro la città; i suoi cannoni tuonarono spesso contro Messina. Nel 1848 fu occupata dai Borboni insieme all’intera zona falcata e ancora una volta usata contro la città fino al 1861 data in cui la penisola di San Ranieri viene conquistata dalle truppe garibaldine. Nel 1934 sulla punta estrema fu posta la stele della Madonnina del Porto .

….. SUL MONTE DI PIETA’ ……
Il palazzo del Monte di pietà è un edificio progettato dall’architetto Natale Masuccio, si trova in via XXIV Maggio (un tempo “via dei Monasteri”), nella città di Messina.Edificato nel 1616 su incarico dell’Arciconfraternita degli Azzurri, a seguito dei danni del terremoto del 1908, rimase soltanto la bella facciata.

…. Sulla Chiesa SANTA MARIA DELLO SPIRITO SANTO ..
Le notizie si desumono dal Padre Sampèri S.J.
Sotto il Pontificato di Nicolò IV, Francesca Boccapicciola, nobile signora messinese, alla morte del marito Battista Aurefice, il 5 novembre del 1291 impegnava tutti i suoi beni alla fondazione di un Monastero di sacre vergini, tra le quali essa viveva, che fu edificato in un suo podere fuori le mura di Messina, nella contrada detta allora delle Camerelle, perché nei tempi anteriori vi avevano presa dimora devoti eremiti, che menavano vita solitaria ciascuno nella sua stanzetta o camerella.
In seguito il luogo era passato in proprietà dei monaci cistercensi, e precisamente era diventato una fattoria della Badia di Santa Maria di Roccamatore.
La fondazione si chiama Monastero o Chiesa dello Spirito Santo, ma il suo vero nome è “Monastero o Chiesa di Santa Maria dello Spirito Santo” e ricorda appunto il mistero della discesa dello Spirito Santo sulla Santissima Vergine e sugli Apostoli nel cenacolo il giorno di Pentecoste. Il Monastero si mantenne sempre in fervore perchè molte religiose di distinsero per santità di vita ed esercizio di virtù.